Settore: Mobilità - buone pratiche

Sidonia – Gestione della Posidonia spiaggiata

Un’alternativa sostenibile e circolare è quella di considerare tali accumuli di Posidonia come una risorsa, con la quale realizzare strutture polifunzionali comprendenti un involucro in tela di fibre biocompatibili ed una imbottitura realizzata con biomassa raccolta dalle spiagge e non trattata con altri materiali/sostanze. Gli imbottiti possono essere utilizzati durante la stagione turistico-balneare per realizzare camminamenti, superfici balneari “prendisole”, copertura di strutture antropiche ed edifici costieri mediante una o più strutture polifunzionali funzionali a favorire il turismo. Al termine della stagione balneare il materiale di riempimento dovrà essere depositato sull’arenile per proteggerlo dall’azione erosiva durante l’inverno. Laddove tali imbottiti dovessero trovare utilizzo per la copertura di affioramenti rocciosi, sentieri, camminamenti e bordure (sempre in ambiente costiero) potranno essere lasciati in posto anche al termine della stagione estiva.

Around

Il modello si basa sulla pratica del “vuoto a rendere” digitalizzato, attraverso l’utilizzo dell’App proprietaria Aroundrs. L’utente richiede il contenitore riutilizzabile Around al locale al posto dell’usa e getta, e lo noleggia gratuitamente attraverso l’applicativo mobile. I contenitori sono realizzati in plastica polipropilene, facilmente riciclabile. Sono privi di BPA, a prova di perdite, isolanti e mantengono il calore. Si possono usare nel microonde, nel congelatore e sono lavabili in lavastoviglie. Ogni contenitore può essere utilizzato oltre 200 volte e ha un bilancio ecologico positivo dopo il decimo utilizzo, superando le prestazioni del monouso. Terminato il pasto, il cliente finale ha tempo sette giorni per restituire il contenitore in uno dei locali facenti parte del network Around. Se il contenitore non viene restituito, si applica una penale al cliente finale per la mancata restituzione (addebito sulla carta di credito registrata al momento dell’iscrizione in app).

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Piattaforma RE-sign

RE-sign commercializza una piattaforma web, sviluppata in-house da due membri del team, per l’incontro di domanda e offerta di materiali da costruzione di recupero. Grazie anche all’impiego del BIM la piattaforma consente lo scambio di dati, tra demolizioni in corso e costruzioni in previsione, messi a disposizione prima dell’effettiva dismissione, così da intercettare in anticipo opportunità di riuso ed eliminare costi di giacenza. RE-sign promuove un processo innovativo nel campo dell’architettura e delle costruzioni, dove il progetto è sviluppato in base ai materiali e componenti già disponibili. La piattaforma è anche un hub per i professionisti del riuso per fare rete e promuovere la propria attività, e un luogo di scambio di idee per il riuso di materiali nel campo delle costruzioni. RE-sign sviluppa anche programmi di formazione al riuso e all’economia circolare dedicati a scuole e professionisti. Re-sign è una piattaforma dove circolano Risorse, Idee e Professionisti.

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Econyl

Se avete visto le sei puntate del documentario Junk, a cura di Matteo Ward, vi sarete resi conto che qualsiasi fibra, naturale o sintetica, in cotone o in plastica, ha un elevato impatto ambientale e che non è semplice riciclare le fibre tessili. Esiste una best practice italiana, famosa in tutto il mondo: Econyl.

Il nylon rigenerato Econyl è un prodotto introdotto nel 2011 dall’azienda italiana Aquafil. È realizzato interamente con rifiuti oceanici e di discarica, come plastica industriale, scarti di tessuto di aziende produttrici di abbigliamento, vecchi tappeti e “reti fantasma” (reti da pesca perse o abbandonate). Il prodotto è stato utilizzato da centinaia di marchi di moda e alta moda provenienti da tutto il mondo.

Aquafil ha iniziato a riciclare il nylon negli anni ’90, ma ha iniziato ad esplorare un ciclo completo di riutilizzo del nylon solo nel 2007, che alla fine ha portato allo sviluppo di Econyl e del relativo processo a ciclo chiuso nel 2011. Il riutilizzo del nylon per produrre Econyl riduce l’impatto del nylon sul riscaldamento globale del 90% rispetto al materiale vergine prodotto dal petrolio. Inoltre, il materiale può essere riciclato ripetutamente senza perdita di qualità nel prodotto finito.

Le strutture di Aquafil per la raccolta e il riciclaggio dei materiali in nylon comprendono due impianti di riciclaggio di tappeti negli Stati Uniti (a Phoenix in Arizona e a Sacramento in California) e un impianto di riciclaggio di reti e tappeti in Slovenia. Il riciclaggio prevede la scomposizione del polimero di nylon in monomeri e la successiva ripolimerizzazione del nylon, in un processo alimentato da energie rinnovabili.

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Elettra Car Sharing

Elettra Car Sharing è il servizio genovese di noleggio auto elettriche tramite app. L’importanza di tale progetto in ottica di economia circolare è duplice:

  1. da un lato c’è la possibilità di offrire l’auto come un servizio e non come un oggetto di proprietà
  2. le auto elettriche permettono di non bruciare migliaia di litri di combustibile grazie all’uso dei materiali contenuti nella batteria, che si possono riciclare

Le auto private stanno ferme più del 90% del tempo; la possibilità di guidare un’auto in sharing permette di ridurre il tempo che l’auto resta inutilizzata ed è una soluzione che alla lunga è più circolare e permette di liberare spazi in città che oggi sono occupati dai parcheggi.

Le recenti normative europee sul tema si stanno già muovendo verso requisiti minimi di raccolta delle batterie, recupero dei materiali e contenuto di materiale riciclato all’interno delle nuove batterie prodotte, che verranno implementate nei prossimi anni.

Andiamo ora ad analizzare quali sono i vantaggi delle auto elettriche rispetto a quelle a benzina, diesel o gas.

  1. Con un mix energetico pulito oppure ricaricando con le rinnovabili è possibile ridurre le emissioni dell’80%. Già con il mix energetico italiano di oggi le emissioni si riducono del 57%. Parliamo di dati sull’intero ciclo di vita dell’auto. Fonte: T&E
  2. Si eliminano quasi completamente le emissioni inquinanti durante la guida. Ricordiamo che NOx, PM, O3 ed altri inquinanti oggi contribuiscono alle oltre 50.000 morti premature ogni anno in Italia dovute all’inquinamento dell’aria. Fonte: EEA
  3. L’efficienza (da energia alla ruota) è di circa il 20% per le auto benzina/diesel e dell’88% circa per le auto elettriche (grazie anche alla frenata rigenerativa). Fonte: USA gov

Un’auto elettrica può fare 80 km e oltre con l’equivalente energetico di un litro di diesel, più di quattro volte la distanza che farebbe un’auto diesel!

  1. Sono più fluide nell’accelerazione e più piacevoli da guidare
  2. Sono più silenziose (quindi meno inquinamento acustico in città)
  3. In discesa (e in frenata) ricaricano la batteria! Dopo una lunga discesa si può guidare per minuti e minuti consumando zero energia dalla batteria, grazie al surplus di energia immagazzinata durante la discesa.
  4. Consumano meno freni grazie alla frenata rigenerativa
  5. Non inquinano quando sono ferme nel traffico e non emettono inquinanti quando sono parcheggiate al sole e durante il rifornimento. Le auto a benzina e diesel emettono VOC in questi frangenti.
  6. Le batterie a fine vita dell’auto hanno due possibilità: potranno avere una seconda vita come accumulo per l’energia rinnovabile (ne avremo indubbiamente bisogno ed esistono progetti che lo stanno sperimentando già oggi) oppure potranno essere riciclate (si stima che già nel 2025 si potranno recuperare il 95% dei materiali presenti nella batteria) più e più volte.
  7. Possono essere alimentate da fonti rinnovabili. Rendiamoci conto della portata rivoluzionaria di questo aspetto. Il modello attuale è quello di estrarre, trasportare, raffinare e poi bruciare petrolio (o gas) per far muovere l’auto. La rivoluzione invece è poter autoprodurre energia pulita (ad esempio con pannelli fotovoltaici sul tetto di casa o con le Comunità Energetiche Rinnovabili) che andrà ad alimentare un’auto che si sposta con maggiore efficienza.

Per concludere, abbiamo bisogno di meno auto (più mezzi pubblici, bici e sharing), più piccole e rigorosamente elettriche. Elettra Car Sharing è un’ottima soluzione per portare maggiore sostenibilità e circolarità nella mobilità urbana.

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CER Sole

Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono un nuovo strumento per produrre energia elettrica e distribuirla tra cittadini, enti pubblici e PMI. I vantaggi sono molteplici perché oltre ad abbassare le bollette, si abbassano le emissioni di CO2 legate alla produzione di energia e si aumenta la sicurezza energetica a livello locale e nazionale. A Genova è stata fondata CER SOLE, la prima comunità energetica rinnovabile e solidale della Liguria.

CER SOLE è una Comunità Energetica Rinnovabile Solidale. L’obiettivo è quello di installare e gestire piccoli impianti fotovoltaici locali su tetti inutilizzati per favorire l’autoconsumo e la condivisione dell’energia tra cittadini, enti pubblici locali e piccole imprese. Le risorse generate verranno reinvestite nel tessuto locale a sostegno dell’ambiente, del contrasto alla povertà energetica e per progetti sociali.

CER SOLE ha anche finalità divulgative. Oltre ad aver partecipato a numerosi eventi e conferenze sul tema, CER SOLE è a disposizione per aiutarti a costituire una Comunità Energetica Rinnovabile all’interno del tuo quartiere.

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