Cinque esempi di economia circolare a Genova

Che cos’è l’economia circolare? Come possiamo comprare o rendere i nostri prodotti di uso quotidiano più “circolari”? Abbiamo provato a rispondere a queste domande, andando a raccogliere le testimonianze di alcune realtà che già applicano i principi dell’economia circolare a Genova.

Sc’art

Siamo partiti da un’intervista a Sc’art, un’Associazione di Promozione Sociale formata da 14 donne e che ha come ideale la sensibilità civica contraria allo spreco, l’educazione ambientale e un’attenzione particolare all’inclusione lavorativa di persone, soprattutto donne, in situazione critica (dal punto di vista socioeconomico e complessivo). Abbiamo raccolto le testimonianze di Etta Rapallo ed Emanuela Musso, rispettivamente presidente e socia fondatrice dell’associazione.

Menzioniamo come progetto di spicco quello di “Creazioni al fresco” e riportiamo le parole di Emanuela Musso per descriverlo al meglio: “Creazioni al fresco è un’attività che nasce all’interno del carcere di Genova Pontedecimo dieci anni fa. Come attività dove si propone a un gruppo di donne detenute di riciclare dei materiali, nello specifico il PVC degli striscioni pubblicitari dismessi e trasformarli in borse e oggetti (elementi di arredo). È un’attività che permette di gestire delle competenze basiche ma comunque sempre competenze specifiche. È un’attività che permette di ricostruire dei pezzi dell’io delle persone detenute (autostima, fiducia in sé stesse) e una progettualità. Ed è anche un progetto che diventa in qualche modo un dispositivo per mettere in contatto e in collegamento e fare informazione, cultura e mettere in contatto il carcere e la città. L’attività di Creazioni al fresco prevede già qui negli anni si è sviluppata in un segmento fortemente connotante e anche produttivo, al di fuori del carcere; dedicando uno spazio lavorativo quindi costruendo un laboratorio dove sono state impegnate tre donne che hanno un passato di detenzione e che ad oggi hanno un contratto lavorativo e grazie al quale poi sono riuscite a più o meno ricostruire dei pezzi e una vita libera.”

Un altro progetto portato avanti da Sc’art è quello di Remida, che Etta Rapallo ci descrive in sintesi: “Progetto Remida (centro del riuso creativo dei materiali di scarto) è un progetto che nasce a Reggio-Emilia più di venti anni fa; è una rete nazionale e internazionale. Il centro Remida raccoglie materiali nuovi o eccedenza dai settori aziendale, commerciale e artigianale e li rimette in circolo distribuendoli gratuitamente alle scuole, associazioni, organizzazioni del terzo settore perché gli occhi riconoscano un dialogo con la materia.”

iPhonExpert

Enrico Musu, titolare del negozio iPhonExpert ci ha raccontato del suo laboratorio, che dal 2017 è specializzato nell’allungare la vita dei dispositivi Apple, in particolare iPhone e iPad.

Enrico ci ha raccontato che: “Un dispositivo riparato è un dispositivo che ha ancora molta vita davanti. Al giorno d’oggi abbiamo la tendenza a utilizzare i dispositivi elettronici quasi in maniera usa-e-getta. Bisogna riprendere in mano la situazione e dire: procediamo con una riparazione che, tra parentesi, costa decisamente meno che cambiare un dispositivo e garantirgli molti futuri anni di utilizzo. Questo è un bene sia per il portafoglio sia per l’ambiente. Quindi sicuramente riparare un oggetto è sempre meglio che cambiarlo.”

Il laboratorio di iPhonExpert è inoltre in grado di rigenerare e mettere in vendita degli smartphone ricondizionati, che hanno un’alta qualità, un anno di garanzia e un prezzo decisamente più basso rispetto al nuovo.

Amico Bicchiere

Riccardo Grasso è invece il fondatore di Amico Bicchiere che ci ha raccontato che:
“Amico Bicchiere è un’azienda italiana che fornisce bicchieri riutilizzabili personalizzati per eventi di ogni tipo. I nostri bicchieri sono realizzati in plastica resistente e sono disponibili in una varietà di dimensioni e colori. Possono essere personalizzati con il logo o il marchio dell’evento, rendendoli un ottimo strumento di marketing.

Siamo attivi in questo settore da sette anni e abbiamo fornito bicchieri riutilizzabili a migliaia di eventi in tutto il paese. Siamo orgogliosi di contribuire alla riduzione dei rifiuti e alla promozione di un’economia più sostenibile.”

Riccardo ci ha anche spiegato il legame tra Amico Bicchiere e l’economia circolare:

“Amico Bicchiere è un’azienda che contribuisce alla riduzione dei rifiuti e alla promozione dell’economia circolare attraverso l’utilizzo di bicchieri riutilizzabili. Il nostro sistema di deposito cauzionale incentiva il riutilizzo dei bicchieri, riducendo la quantità di rifiuti di plastica monouso.

Il nostro obiettivo è quello di fornire una soluzione sostenibile per la fornitura di bevande agli eventi di ogni tipo. Crediamo che il riutilizzo sia la chiave per un futuro più sostenibile.”

Un punto chiave per la diffusione di un modello circolare di riutilizzo di bicchieri (o anche stoviglie) è la creazione dei centri di lavaggio che riescano a prendersi in carico le quantità utilizzate nei grandi eventi. In Emilia-Romagna è uscito di recente un bando rivolto proprio a finanziare questo tipo di attività.

Al Verde

Al Verde è un’associazione di promozione sociale, nata nel 2012, e il cui scopo è: diffondere presso la popolazione la cultura della gestione sostenibile dei rifiuti e delle risorse. In particolare, si occupa delle fasi a monte della gerarchia dei rifiuti che sono prevenzione e riduzione con un particolare attenzione al riuso e alla riparazione e anche al recupero di spazi urbani dismessi o da riqualificare.

Abbiamo raccolto la testimonianza di Giovanna Sartori, presidente di Al Verde, che ci ha raccontato che:

“Addirittura nel nostro statuto adesso nel nuovo c’è scritto che Al Verde svolge attività di economia circolare sia dal punto di vista teorico, quindi creando le condizioni culturali affinché i cittadini adottino nell’uso comune della loro vita pratiche di economia circolare; sia dal punto di vista pratico, facendo vedere che i prodotti che fino al momento prima erano destinati allo smaltimento avrebbero potuto avere un allungamento del loro ciclo di vita con delle operazioni anche molto semplici di riparazione o restauro. Quello che alle persone non serve più può servire a qualcun altro sia nella forma originaria sia nella forma trasformata.”

Econegozio La Formica

La quinta testimonianza che abbiamo raccolto è quella di Filippo Repetto, titolare dell’Econegozio La Formica. Questa realtà è stata una delle prime a Genova a vendere prodotti sfusi (in primis saponi e detersivi) per ridurre il numero di rifiuti prodotti, ma è anche un punto di raccolta (ad esempio di sughero che poi va alla bioedilizia tramite una cooperativa sociale, oppure degli ombrelli rotti che poi diventeranno delle borse di Creazioni al Fresco) di materiali da recuperare e ha un’attenzione particolare alle filiere di approvvigionamento, ad esempio equosolidale e biologico.

Nelle parole di Filippo: “Quello che vorrei è di passarvi l’idea di fondo: il motivo per cui esistiamo è quello di provare a fare un negozio che dia la possibilità alle persone di votare con il portafoglio. È un modo di allocare le risorse che dà dei risultati concreti. Adesso il nostro slogan è “piccole scelte per salvare il mondo” perché siamo realmente convinti che il mondo si possa salvare a partire dalle piccole scelte quotidiane.

Questo è il motivo per cui apriamo tutti i giorni la serranda: per far sì che le persone possano compiere queste scelte. Che siano di un vino, che sia un detersivo, di una pasta e in ogni cosa; noi decliniamo questa nostra volontà di avere un impatto positivo.”

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