Buone pratiche: Econyl

Se avete visto le sei puntate del documentario Junk, a cura di Matteo Ward, vi sarete resi conto che qualsiasi fibra, naturale o sintetica, in cotone o in plastica, ha un elevato impatto ambientale e che non è semplice riciclare le fibre tessili. Esiste una best practice italiana, famosa in tutto il mondo: Econyl.

Il nylon rigenerato Econyl è un prodotto introdotto nel 2011 dall’azienda italiana Aquafil. È realizzato interamente con rifiuti oceanici e di discarica, come plastica industriale, scarti di tessuto di aziende produttrici di abbigliamento, vecchi tappeti e “reti fantasma” (reti da pesca perse o abbandonate). Il prodotto è stato utilizzato da centinaia di marchi di moda e alta moda provenienti da tutto il mondo.

Aquafil ha iniziato a riciclare il nylon negli anni ’90, ma ha iniziato ad esplorare un ciclo completo di riutilizzo del nylon solo nel 2007, che alla fine ha portato allo sviluppo di Econyl e del relativo processo a ciclo chiuso nel 2011. Il riutilizzo del nylon per produrre Econyl riduce l’impatto del nylon sul riscaldamento globale del 90% rispetto al materiale vergine prodotto dal petrolio. Inoltre, il materiale può essere riciclato ripetutamente senza perdita di qualità nel prodotto finito.

Le strutture di Aquafil per la raccolta e il riciclaggio dei materiali in nylon comprendono due impianti di riciclaggio di tappeti negli Stati Uniti (a Phoenix in Arizona e a Sacramento in California) e un impianto di riciclaggio di reti e tappeti in Slovenia. Il riciclaggio prevede la scomposizione del polimero di nylon in monomeri e la successiva ripolimerizzazione del nylon, in un processo alimentato da energie rinnovabili.

Per saperne di più visita il sito

Cerca

Cerca